Paolo Izzo ha dedicato un libro ai presepi pasquali. Non è la prima volta che parliamo di questa tradizione che sembra fosse molto viva a Napoli fino alla fine del Quattrocento. Nel suo scritto Izzo parla anche delle tradizioni popolari napoletane e fa un lungo viaggio nel passato per raccontare tramite i laboratori artigianali la Napoli delle botteghe dei pastori: degli scultori, dei pittori, dei cucitori di vestiti, di coloro che contribuivano con la loro parte di lavoro alla realizzazione delle statue del presepio.Quando si parla di Sepolcro a personaggi non si intendono gli altari fioriti della Settimana Santa, ma una vera e propria struttura presepiale con proprie regole. Normalmente le scene che venivano rappresentate in queste opere artistiche erano: l’Annunciazione, la Visita a Sant’Elisabetta , l’Ultima cena, Gesù nell’orto del Gatsemani, Cristo giudicato da Pilato, la Veronica, Gesù che cade e infine la Crocifissione. Anche a casa venivano allestiti i Sepolcri a personaggi ad uso domestico. Normalmente esposti in salotto erano protetti da campane di vetro.




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