Continuiamo la nostra carrellata sulla realizzazione dei movimenti prendendo in esame un caso particolare: quello in cui la statua non ha un movimento autonomo ma si limita a seguire il movimento di un attrezzo o di un macchinario, dando però l’impressione che sia lei stessa a creare il movimento. L’esempio più noto è quello della polentaia che vediamo qui sotto.

In questo caso il bastone è fissato al fondo della pentola, il quale gira, e quindi durante la rotazione si trascina dietro la parte superiore del corpo della statua. Tra la base ed il torace e tra il torace e le braccia sono posizonate delle molle (indicate in nero in figura) che permettono alle varie parti di muoversi ed interagire tra loro. Vediamo ora la stessa immagine con un’angolazione diversa:

Un’altra statua con movimento indotto molto utilizzata – specie nei presepi popolari – è quello del pastore che arrostisce la porchetta o – nel caso di presepi che riproducono i mestieri di un tempo – dell’uomo alla sgranatrice o alla macchina che pigia l’uva.

Anche in questo caso è la macchina che genera il movimento, mentre la statua si limita a seguirlo




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