Il gusto del presepe è testimoniato in Francia fin dal XVII secolo quando nelle case aristocratiche e borghesi fanno la loro comparsa le prime prefigurazioni del presepe domestico, sotto forma di scatole di vetro.
Si tratta di rappresentazioni di Gesù bambino o delle scene della vita di Cristo o dei santi. Le statuette, realizzate in cera, in mollica di pane o in vetro soffiato appaiono in un decoro immaginario di fiori, di cascate di animali che evocano il paradiso.
Con la comparsa delle statuette provenzali nel XVIII secolo, il presepe casalingo assume una maggiore importanza: se all’inizio la rappresentazione si limitava alla Natività, ora si giunge a contare fino a quaranta personaggi diversi. Nel XVIII secolo, in Francia comparve una piccola industria che si mise a fabbricare tutti i personaggi del presepe. Il vero lancio delle statuette è però legato alla Rivoluzione che proibì la Messa di mezzanotte e i presepi in chiesa. I marsigliesi rimasero molto fedeli ai loro presepi e in un moto d’orgoglio crearono dei presepi pubblici realizzati da privati che li facevano poi visitare. Da qui nacque l’usanza di allestire un presepe in ogni casa.
Grazie all’abile lavoro artigiano le famose statuette di Provenza apparvero per la prima volta alla fiera di Natale di Marsiglia del 1803 e guadagnarono rapidamente il favore popolare: facevano concorrenza alle statuette di cera, più raffinate ma anche più costose.
Presto queste piccole statuette dai colori vivaci andarono ad abbellire non solo i presepi provenzali, ma anche quelli disseminati in tutta la Francia.
Nel 1798, Louis Lagnel concepì degli stampi in gesso per fabbricare le sue statuette. Questa novità tecnologica rivoluzionerà completamente questa industria artigianale e favorendo la produzione di massa, permise una più grande diffusione dei prodotti.
L’opera di Lagnel ha poi influenzato i produttori di statuette fino ai nostri giorni, poiché i suoi modelli o i suoi stampi sono stati a più riprese copiati.

Fino al 1945, la grande maggioranza delle statuette erano fatte di argilla cruda, che veniva fatta essiccare all’aria. Solo successivamente si cominciò a cuocere l’argilla per renderla più resistente. Ai personaggi classici del presepe si aggiunsero poi ogni anno i personaggi della pastorale, i caratteri tradizionali dei piccoli mestieri della città o della campagna provenzale: la filatrice, la lattaia, il suonatore di tamburello, il pescatore, la venditrice di focacce, il pellegrino e tanti altri ancora. Ecco qualche informazione in più sulla Provenza e i suoi Santons
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